Corale Sant'Andrea di Saltocchio

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LA STORIA       

La Corale Sant'Andrea di Saltocchio oggi è diretta da una donna: ma cinquant'anni fa le donne non figuravano nemmeno tra le file dei cantori; e per le parti di soprano si ricorreva ai "pueri cantores", prima che, crescendo, cambiassero voce. Non che ci fosse stato, in questo, un intento discriminatorio di tipo maschilista; il fatto è che allora tutti pensavano che le donne avessero altri ruoli che quello di uscire la sera per le prove, e di cantare alle messe solenni, vale a dire proprio nell'ora in cui c'era da preparare il pranzo.

Anche se era costituita da soli uomini, tuttavia la corale degli anni '50 e '60 era - come avrebbe detto l'allora parroco Don Mancini - una "signora corale".     Forte di una sessantina di elementi suddivisi nei classici ruoli di soprani tenori e bassi, era preparata e diretta, in principio, dal parroco stesso, Don Giuseppe Giurlani, e da un certo Maestro Lunardi, ed esibiva all'occorrenza anche ottimi solisti come i tenori Luciano Bolognesi, Pietro Monticelli e Carlo Berti.   

Qualcuno, frugando nelle nebbie dei ricordi, ha fatto affiorare i nomi di alcuni dei vecchi componenti, tra cui ricordiamo Carlo Barsanti, Doriano Schiatti, Aldo Francesco e Nello Carignani, Ugo Martinelli, Giulio Maffei, Costantino Butori, Vitaliano Gianfranco e Rolando Bolognesi, Angelo e Giuseppe Marsalla, Giovanni Del Mugnaio, Luciano Bolognesi, Domenico Maraviglia, Marcello Mariani, Carlo Berti, Ernesto Donati, Pietro e Giovanni Ulivi, Alessandro Pucci, Pietro Monticelli, Alfredo Bianchi, Vittorio Frugoli, Guido Breschi, Silvan Nannizzi, Lido Pierini, Aldo Bianchi, Silvio e Graziano Tomei, Leonello Dinelli, Michele Pucci, Romano Marsigli, Francesco Fulceri (tutt'ora membro assiduo e appassionato), Luciano Breschi, Brunello Bini, Daniele Maffei, Romano Bandoni, e tanti altri...

Nel 1962, quando era parroco e direttore del coro Don Pietro Mancini, la corale ebbe poi anche una propria denominazione: si chiamò "Wilma Querci" in memoria della figlia del Comm. Marino Querci, proprietario della omonima villa che fu dei Cenami, morta tragicamente durante un bombardamento a Genova nel 1944.          

Il predecessore di Don Mancini, Don Giuseppe Giurlani, fondatore della corale, era un discreto musicista, e a quella sua "creatura" dedicava volentieri tempo e passione. La dirigeva egli stesso (alcuni ricordano che fosse un maestro parecchio "bisbetico") e curava con particolare impegno la preparazione dei solisti. A poco a poco ampliò il repertorio e potenziò l'organico inserendovi finalmente, con una decisione che oseremmo definire "storica", anche le donne.        In talune occasioni, all'organo sedeva Abdul Rossi.   

Si faceva parecchio "gregoriano", ma nelle feste grandi si eseguivano anche brani polifonici come la celebre "Pontificalis" del Perosi, che ben presto diventò il "pezzo forte" della corale.     Quando Don Giurlani ritenne di non poter più conciliare il ruolo di celebrante con quello di direttore chiamò ad occuparsene i fratelli Giuseppe e Alessandro Sandretti di Diecimo, sotto la cui guida il complesso crebbe assai in bravura e popolarità.

Corale_pisa.jpg (435534 byte)Tra le varie esperienze, quella ricordata in maniera particolare, fu uno storico servizio all'Aeroporto Militare di Pisa, dove si inaugurava la cappella dedicata ai 13 giovani paracadutisti caduti a Kindu, nell'ex Congo Belga, nel corso di una missione di pace. La nostra corale cantò schierata sotto l'ala di un velivolo da guerra, in un'atmosfera di forte emozione, alla presenza di alte personalità militari, civili e religiose, e di centinaia di persone.    L'esibizione fu talmente apprezzata che poi fu chiamata ancora nelle successive ricorrenze dell'eccidio; inoltre fu invitata ad esibirsi nel Duomo di San Martino per le manifestazioni del Settembre Lucchese del 1960 con un qualificato repertorio di musiche sacre.

 

Come purtroppo sempre accade, anche la corale di Saltocchio conobbe la sua parabola discendente, fino a che...

                                                                                                                                                                                            (Fonte: "SALTOCCHIO il nostro paese" di R.Guastucci)

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